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[…] statim automatos computet, addat, subtrahat, multiplicet, dividatque […]

– Wilhelm Schickard

 

Cosa lega un pastore luterano, astronomo e cartografo, e la prima macchina calcolatrice della storia? Quale mistero è rimasto celato ai nostri occhi per quasi tre secoli nella cittadina di Tubinga?

 

 

La storia

Era il 1623 quando Wilhelm Schickard, professore di ebraico e aramaico all’Università di Tubinga in Germania, oltreché esperto di teologia e lingue orientali, già pastore luterano e futuro docente di astronomia e cartografo, scrivendo all’amico Johannes von Kepler (Giovanni Keplero) il quale gli aveva illustrato come utilizzasse i logaritmi e i bastoncini di Nepero per svolgere i suoi calcoli astronomici, annunciò, non senza una punta di orgoglio, di essere riuscito a realizzare una rechenmaschine, una macchina addizionatrice, che usava i riporti e che permetteva di risolvere anche le sottrazioni ruotando i dischi in senso inverso. Era nato il Rechenuhr, l’orologio da calcolo che doveva servire a Keplero per finalità astronomiche.

 

Quello che tu hai fatto con la logica io ho provato a farlo con la meccanica. Ho costruito una macchina realizzata con ruote dentate (11 sane e 6 mutilate) in grado di fare calcoli. Scoppieresti a ridere se vedessi come riporta automaticamente da sé dalla colonna delle decine alla successiva, o come fa viceversa nel caso della sottrazione.

– Wilhelm Schickard

 

Per molti versi superiore alla Pascalina realizzata da Pascal venti anni dopo (1642), era più agevole nell’eseguire le sottrazioni, eseguiva operazioni a sei cifre e segnalava il superamento della propria capacità di calcolo (l’overflow aritmetico) facendo suonare una campanella, inoltre aveva dei cilindri ruotanti, una variante dei bastoncini di Nepero, che aiutavano nelle operazioni di moltiplicazione e divisione (la prima vera macchina in grado di eseguire le quattro operazioni sarà lo Stepped Reckoner inventato nel 1672 da Leibniz).

 

[…] è una mente molto acuta e grande amico della matematica […] un meccanico molto bravo e, al tempo stesso, un esperto di lingue orientali […]

– Johannes von Kepler

 

L’oblio

Purtroppo il prototipo del Rechenuhr andò distrutto nell’incendio del laboratorio del meccanico Johann Pfister, cui era stata affidata la costruzione di due modelli, uno destinato proprio all’astronomo Keplero che perciò non la ricevette mai.

È lo stesso Schickard a comunicarlo all’amico astronomo. Alla sua morte di peste nel 1635 anche i disegni originali andarono smarriti.

 

Il ritrovamento

Fu solo intorno alla metà del Novecento che, grazie alla riscoperta di due lettere di Schickard indirizzate a Keplero e al ritrovamento di alcuni schizzi approssimativi del congegno, fu possibile realizzarne alcune repliche, tutt’ora esposte nei musei.

 

 

Nel 1960 alcuni ricercatori lavoravano alla realizzazione di un archivio completo dei lavori di Keplero. Alcune ricerche li portarono nella libreria dell’osservatorio di Pulkovo, a 19km da San Pietroburgo (allora Leningrado), dove trovarono tra le pagine di una copia delle Tabulae Rudolphinae (catalogo astronomico pubblicato da Keplero nel 1627) un segnalibro costituito da un pezzo di carta ripiegato.

Spiegatolo, risultò essere le lettere di Schickard a Keplero con i dettagli dell’addizionatrice e alcuni schizzi. Spiegava anche, avendo egli pensato a tutto nei minimi dettagli, che al suono della campanella causato dal superamento l’operatore avrebbe potuto ricordarsi del riporto di overflow infilando un anello di ottone al dito.

A causa del suo ritrovamento piuttosto recente, l’invenzione di Schickard non fornì alcun contributo alle successive invenzioni che porteranno alla prima idea di calcolatore programmabile, con notevoli analogie rispetto ai computer moderni, progettato da Charles Babbage.

 

Il mistero continua

Ma possiamo considerare proprio il Rechnuhr il primo calcolatore della storia? Un secolo prima un certo Leonardo da Vinci aveva già realizzato degli schizzi sufficientemente completi da permetterne la realizzazione. Ma questa è un’altra storia.

 

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Riferimenti

(risorse in lingua italiana)

Il mistero dell’orologio da calcolo
– La storia delle macchine da calcolo: l’orologio calcolante di Schickard

(risorse in lingua tedesca)

– Der Rechner

(risorse in lingua inglese)

Calculating Clock


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