Profili: Alan Turing, the code breaker

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Alan Turing nel 1927 ca.

Alan Mathison Turing è stato uno dei più grandi matematici del XX secolo, crittografo e padre dell’Informatica. Nacque a Londra nel 1912. A lui si deve la formalizzazione del concetto di algoritmo e il modello di calcolo della macchina ideale che prese il suo nome (Macchina di Turing) cui è riconosciuto un ruolo significativo per la creazione del moderno computer. Teorizzò l’intelligenza artificiale quando il primo computer non era ancora stato creato.

I believe that at the end of the century the use of words and general educated opinion will have altered so much that one will be able to speak of machines thinking without expecting to be contradicted.

– Alan Turing

È ricordato dai più soprattutto per il suo contributo durante la seconda guerra mondiale, al Bletchley Park, quando venne impiegato come crittoanalista per ideare un metodo al fine di decifrare i codici tedeschi creati tramite la nuova versione della macchina Enigma, in cui il numero di rotori era stato portato da 3 a 5 (prima del 1939 le regole di cifratura Enigma erano differenti ed erano state violate dalla bomba kryptologiczna polacca di Marian Rejewski). Le sue idee portarono alla realizzazione della Bomba inglese.

Nel 1952 fu condannato per atti osceni a causa della sua omosessualità: pur di evitare la prigione Turing accettò la castrazione chimica. Morì suicida nel 1954 a soli 41 anni, evidente conseguenza delle persecuzioni subite da parte delle autorità britanniche a causa della sua omosessualità.

Nel 2009 vi fu una dichiarazione ufficiale del Primo Ministro britannico Gordon Brown di scuse da parte del governo del Regno Unito riconoscendo il trattamento omofobico di cui fu oggetto Turing.

Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio.

– Gordon Brown

Ritratto in ardesia al Bletchley Park

Nel 2012, centenario della sua nascita, la Royal Mail dedicò un francobollo alla sua memoria: esso però ritrae la macchina Bomba e non il volto del commemorato, la cui identità è riconoscibile solo leggendo l’iscrizione “Alan Turing 1912-1954 – Mathematician and WWII code breaker”.

Nello stesso anno importanti esponenti del mondo scientifico internazionale inviarono una lettera aperta al Primo Ministro britannico David Cameron, intitolata Pardon for Alan Turing, per sollecitare la grazia postuma che venne finalmente concessa il 24 dicembre 2013 dalla regina Elisabetta II.

Curiosità

Il nome “Bomba” deriverebbe dal ticchettio che la macchina emetteva quando tutti i suoi rotori giravano alla massima velocità. Un’ipotesi alternativa sull’origine del nome è che a Rejewski fosse venuta l’idea del congegno mentre gustava un gelato chiamato “bomba”  (Simon Singh, Codici & Segreti, Rizzoli Editore, Milano, 1999, ISBN 88-17-86213-4, pag. 156).

 

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