The Imitation Game: tra realtà e finzione

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Se sul piano mediatico The Imitation Game ha riscosso grande successo e ha avuto il pregio di affascinare il pubblico avvicinandolo alla figura di Alan Turing, da un punto di vista strettamente storico e biografico ne risulta una verità a tratti distorta che, se escludiamo l’ambientazione storica, avvicina il film più al genere della fiction che a quello della ricostruzione di avvenimenti reali, seppur con licenze da romanzo. L’elemento di gravità è che, trattandosi di personaggi realmente esistiti, c’è il rischio che la pseudo-storia sostituisca la storia nelle conoscenze dei non addetti ai lavori.

La pellicola è l’adattamento cinematografico della biografia Alan Turing: The Enigma scritta da Andrew Hodges nel 1983 (il quale ha affermato che non avrebbe commentato il film, probabilmente per motivi contrattuali). Si concentra sugli avvenimenti della seconda guerra mondiale, quando Turing lavorò per il Servizio di Intelligence britannico ed ebbe il ruolo chiave nella rottura del codice tedesco Enigma.

Sebbene nella biografia ufficiale vi siano sufficienti questioni rimaste misteriose che di per sé avrebbero lasciato adeguato spazio per romanzare la storia, il film va oltre discostandosene pesantemente e condendo il tutto con un insieme di inesattezze, esagerazioni e mancanze, che non trovano spiegazione neanche nelle necessità di sceneggiatura: grossolani errori del tutto irrilevanti per lo svolgimento della narrazione; un’occasione persa per rendere giustizia al vero Alan Turing, cui il film aggiunge sospetti di comportamenti antipatriottici (copertura di una spia sovietica) che senza volerlo maltrattano la sua memoria al solo fine della trama.

Il quadro che ne risulta non è molto lusinghiero.

Il primo elemento che salta all’occhio è la Sherlockizzazione e Monkizzazione (rif. alla serie televisiva Detective Monk) del protagonista, cifra stilistica sempre più in voga nelle narrazioni contemporanee cui neanche l’Alan Turing di Tyldum (tra l’altro interpretato da Benedict Cumberbatch che ha riscosso grande successo proprio per la sua interpretazione di Sherlock Holmes) si sottrae, perseguendo quello Sherlockamento (= scimmiottamento dei tratti attribuiti oggi al personaggio di Sherlock Holmes) e Monkamento che porta il protagonista ad essere una sorta di sociopatico alienato, disempatico e narcisista con atteggiamenti ossessivo-compulsivi. Ciò probabilmente nel tentativo di rendere il personaggio più accattivante nella semplicistica equazione che questo tratto rappresenti il naturale effetto di una mente geniale.

Sarebbe bastato scandagliare l’animo umano del Turing asintomatico, fatto di normali incertezze, di dubbi, di lotte interiori, di bisogno di relazionarsi anziché di incapacità nel farlo, per restituire un’immagine più vera dello stesso.

Il secondo elemento è stato quello di concentrarsi sull’hardware e mostrare Turing come un inventore solitario che accetta con riluttanza l’aiuto dei colleghi. La costruzione della Bomba fu un processo collaborativo, opera di molti matematici e crittoanalisti. Inoltre il progetto della nuova Bomba britannica si basava sulla bomba kryptologiczna del matematico polacco Marian Rejewski già usata con successo nel decrittare i messaggi della prima versione di Enigma e le migliorie che furono introdotte videro l’apporto decisivo, ad esempio, di Gordon Welchman che nel film non è neanche citato e che introdusse l’idea della diagonal board.

Ha inventato l’idea del software. […] Prima avevamo i calcolatori. Erano dispositivi meccanici. Quello che non avevamo mai avuto prima era un software. Questa è la discontinuità essenziale: che una macchina decida effettivamente cosa fare da sola.

– George Dyson

Turing, invece, fu principalmente un teorico importante soprattutto per il concetto di software e per l’idea di macchina programmabile. La Bomba non era un macchina programmabile, non più di quanto si potrebbe definire programmabile Enigma o le macchine calcolatrici degli albori dell’informatica, a partire dal Rechenuhr o dalle intuizioni di Leonardo da Vinci. Era un banale dispositivo meccanico che assolveva ad un singolo compito. Invece i concetti teorici di Turing ispireranno un altro scienziato (John von Neumann) che lavorò sull’idea che si potesse modificare il calcolo senza intervenire sull’hardware, attraverso il trucco del software.

Il terzo elemento è l’aver solo abbozzato il tema dell’intelligenza artificiale che pure dà il nome al film. Nel 1950 Turing pubblicò un documento, “Computing Machinery and Intelligence”, che cercava di rispondere alla domanda: “Possono le macchine pensare?”. Turing propose un test che chiamò Imitation Game (Gioco dell’Imitazione): un esaminatore pone delle domande mentre in una stanza separata ci sono un essere umano e un computer che rispondono; quando l’esaminatore non può distinguere le risposte dell’uomo da quelle della macchina, quest’ultima può essere definita pensante.

A questi elementi chiave si aggiungono tutta una serie di inesattezze come la storia dell’arruolamento di Joan Clarke o lo, storicamente falso, messaggio decifrato che parla dell’attacco a un convoglio su cui viaggia il fratello di un membro del team, la cui corretta trasposizione nulla avrebbe tolto alla narrazione e alla grandezza dei personaggi.

Di seguito una lista per difetto:

  • Morcom morì il 13 Febbraio 1930. La sua morte però non fu un evento improvviso perché tutti sapevano che il ragazzo fosse gravemente malato
  • Bletchley Park non era camuffato da fabbrica di radio
  • Sebbene nel film Turing sembri relegato a ruolo di zimbello senza alcuna possibilità di relazione sociale, egli fu un uomo con un forte senso dell’umorismo e amici intimi anche nel periodo trascorso a Bletchley
  • Per quanto a Bletchley sia davvero stato usato un cruciverba per scovare crittoanalisti di talento, Joan Clarke fu reclutata da Gordon Welchman, suo ex supervisore accademico
  • Nel film si fa seguire la scoperta della omossesualità di Turing all’accusa di essere una spia. Nella realtà ciò avvenne a seguito delle indagini su un furto avvenuto in casa sua che egli stesso aveva denunciato. Gli agenti scopriranno infatti che il ladro è un amico dell’amante 19enne di Turing, Arnold Murray. Turing non cercò mai di negare la sua omosessualità convinto che fosse la legge ad essere ingiusta
  • Il film insinua che Turing abbia tenuto nascosto di aver scoperto che John Cairncross fosse una spia. John Cairncross fu effettivamente una spia sovietica operante a Bletchley Park ma in una zona diversa da quella dei crittoanalisti che lavoravano sulla Bomba ed è difficile che potesse aver incontrato Alan Turing e, ancora di più, che questi potesse aver capito che fosse una spia, tacendo poi della scoperta. Un comportamento non provato da alcuna fonte e che sarebbe stato considerato tradimento alla Corona
  • Il bianchetto usato dal Det. Nock (personaggio completamente immaginario), sebbene inventato da Bette Nesmith Graham nel 1951, non fu commercializzato fino al 1956

Ulteriori informazioni si trovano nelle risposte al quiz The Imitation Game Test: Finzione vs Realtà (seguire i link di pagina per scorrere le 15 risposte)

 

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